Le cene non sono solo buon cibo, magari a Kilometro zero, vino e tanta compagnia.

Sono anche un momento catartico durante il quale si fortificano i rapporti, si scopre di più dell’altro e si condivide un momento destinato a restare negli anni successivi.
Se c’è una cosa che non italiani non smettiamo mai di prendere sul serio sono i pasti condivisi con le persone a noi care.

A differenza di stati come il Giappone dove è consueto mangiare da soli molto più che condividere un pasto, è risaputo che l’Italia sia il luogo in cui la gente ama di più stare seduti a tavola…e ci mancherebbe!

Sicuramente è perché sappiamo che i rapporti interpersonali si intensificano e si stringono meglio durante una splendida cena con prodotti a km0 e piatti della tradizione piuttosto che in luoghi come discoteche o bar.

La tradizione del brindisi

Che cena sarebbe senza un brindisi? Ma sapete da dove è nata questa tradizione?

Una delle teorie più affascinanti e romantiche che attribuiscono i natali a questo atto catartico rimanda ai popoli barbari del nord Europa.
Si narra che questi popoli utilizzassero bicchieri di grandi dimensioni ricavati dal legno, l’atto del brindisi doveva avvenire in maniera molto vigorosa, causando un forte urto tra i vari contenitori.
In questo modo il liquido contenuto all’interno saltava da un bicchiere all’altro, finendo nello stomaco di un altro commensale.

Si trattava dunque di un atto di fiducia, in quanto dimostrava che i partecipanti al pasto potevano fidarsi l’un l’altro a tal punto di scambiarsi le bevande, senza temere di essere avvelenati o altro.

Ricordatelo la prossima volta che farete un brindisi ad una cena!

Il valore della condivisione

Condividere il cibo è molto importante per tutti, si tratta di un aspetto che nella tradizione contadina veniva vissuto molto intensamente e creava rapporti saldi e duraturi.

Al giorno d’oggi la condivisione del cibo è indice di affiatamento.

Una buona idea per stringere ancora meglio i propri rapporti d’amicizia e d’amore è quello di abolire i piatti personali e mettere al centro della tavola un grande vassoio da cui tutti si serviranno, quale modo migliore per condividere le pietanze?

Versare il vino

Anche versare il vino ad un altro commensale può essere un momento davvero intenso perché è indice del fatto che ti stai preoccupando di lui e che noti dettagli come il fatto che il suo bicchiere necessiti di una ‘rabboccata’.

Versare il vino “Da Traditore”

Ma vediamo un po’ cosa vuol dire versare vino “da traditore”, un movimento che i nostri nonni tendono ad odiare e che potremmo aver fatto più volte per sbaglio.

L’atto classico del versare vino prevede, infatti, che il palmo sia posto in direzione del bicchiere in cui debba essere versato il vino. Alla maniera del traditore, invece, prevede che il dorso si muova verso l’incavo del bicchiere, rovesciando il liquido al contrario del movimento classico.

Questa origine la si deve al medioevo quando, per avvelenare i reali, gli assassini indossavano anelli con scoparti segreti che, girando il dorso della mano per versare la bevanda, si aprivano leggermente e rilasciavano un veleno potentissimo nel bicchiere senza farsi notare, causando così il decesso dell’avvelenato.

Ti è venuta voglia di organizzare una cena per stringere meglio i legami con i tuoi amici?

La tavola da tempo immemore è fonte di relazione durature e amicizia!